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Visita alla Carnini PDF Stampa E-mail
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Gite/visite d'istruzione
Lunedì 18 Gennaio 2010 19:56

Tommaso Puglisi

visita alla Carnini

Il giorno 13 gennaio 2010, noi alunni delle classi seconde della Scuola “C. Macchi”  ci siamo recati in visita alla centrale del latte dell’azienda Carnini a Villa Guardia. A bordo dello Scuolabus, siamo partiti alle 9.15 dal piazzale della scuola e abbiamo raggiunto l’azienda poco dopo le ore 10.00.


La visita della centrale è stata preceduta da una interessante presentazione tenuta da una giovane rappresentante dell’azienda, che ha illustrato tramite diapositive la filiera del latte, dalla raccolta alla distribuzione. 
Il latte è un alimento completo molto utile al nostro organismo, composto da lattosio, lo zucchero nei confronti del quale alcune persone mostrano intolleranza, grassi, vitamine, proteine e sali minerali come il calcio. Il latte può essere distribuito crudo, pastorizzato o sterilizzato.
Le mucche che lo forniscono sono di due tipi: la razza Frisona e la Bruna Alpina. Tra le due c’è molta differenza, la prima è la classica mucca bianca e nera di taglia elevata e grandi mammelle, la seconda, invece, è più esile ma con zampe robuste adatte ai pascoli alpini. La mungitura avviene due volte al giorno attraverso la mungitrice automatica. Il latte dopo munto, viene filtrato per liberarlo da residui di erba e pagliuzze, refrigerato e poi trasportato dal luogo di raccolta alla centrale mediante autocisterne capaci di mantenere basse temperature.
Giunto in azienda, il latte viene analizzato per testarne la carica batterica, l’eventuale presenza di antibiotici e di acqua. Superato i vari test, si procede alla scrematura che consiste nel separare i grassi dal resto del latte, gli stessi vengono aggiunti in un secondo momento a seconda del tipo di latte che si vuole ottenere: si rimettono tutti i grassi tolti per il latte  intero, 1,7% di grassi per quello parzialmente scremato e lo 0,5% per ottenere latte scremato.  
Alla scrematura, segue l’omogeneizzazione che serve a ridurre il diametro dei globuli di grasso, utile per rendere il latte più digeribile, e dopo si passa al trattamento termico che può essere di due tipi: la pastorizzazione e la sterilizzazione. Nel primo caso, il trattamento avviene a 75°C per circa 20 sec, si ottiene così latte fresco conservabile per 6 giorni al massimo, poiché vengono eliminati solo i batteri patogeni; la sterilizzazione, invece, consiste nel sottoporre il latte a 140°C per 2 sec, in questo modo si elimina tutta la microflora batterica e la sua conservabilità arriva a circa 3 mesi. Dopo il trattamento termico, si procede al confezionamento in bottiglie o cartone.
Terminata la spiegazione teorica, siamo stati suddivisi in gruppi di 15 alunni circa per essere condotti a visitare gli impianti. La guida ci ha mostrato e illustrato il funzionamento delle varie apparecchiature viste precedentemente nelle diapositive.
Conclusa la visita, ci siamo trasferiti nella sala mensa dove abbiamo consumato una merenda a base di yogurt, latte e biscotti. Prima di accomiatarci, le guide hanno consegnato a ciascuno di noi del materiale didattico e un cartone da mezzo litro di latte fresco. Album fotografico

 

 
 

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